Rischio Frane - Ottaviano Sicura

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Rischio Frane

Info sui Rischi
Il meccanismo di una frana si può spiegare così: il materiale che costituisce un pendio, una scarpata o
una parete rocciosa è attirato verso il basso dalla forza di gravità e rimane in quella posizione finché fattori
come la natura del terreno o della roccia, la forma o il profilo del pendio e la quantità d’acqua presente
lo mantengono in equilibrio. Basti pensare ad un castello di sabbia: se non si mette un po’ d’acqua
a tenere compatti i granelli, esso non starà mai in piedi, ma se ne mettiamo troppa crolla! Così avviene
lungo i pendii: hanno bisogno di una giusta quantità d’acqua per non franare. Le cause che predispongono
e determinano questi processi di destabilizzazione del versante sono molteplici, complesse
e spesso combinate tra loro. Oltre alla quantità d’acqua, oppure di neve caduta, anche il disboscamento
e gli incendi sono causa di frane: nei pendii boscati, infatti, le radici degli alberi consolidano il terreno
e assorbono l’acqua in eccesso. L’azione dell’uomo sul territorio ha provocato e potrebbe provocare
ancora in futuro eventi franosi. Ad esempio, scavando ai piedi di un pendio o a mezza costa per
costruire edifici o strade si può causare un cedimento del terreno. I territori alpini ed appenninici del Paese,
ma anche quelli costieri, sono generalmente esposti a rischio di movimenti franosi, a causa della
natura delle rocce e della pendenza, che possono conferire al versante una certa instabilità detta energia
di rilievo. Inoltre le caratteristiche climatiche, la distribuzione annuale delle precipitazioni e l’intensa
trasformazione dei territori operata dalle attività umane spesso senza criterio e rispetto dell’ambiente
(costruzione di strade, piste da sci, nuovi insediamenti abitativi, ecc.) contribuiscono ad aumentare
la vulnerabilità del territorio.
Fonte:
I Contenuti sono tratti dal Dipartimento della Protezione Civile - Presidenza del Consiglio dei Ministri e nello specifico dalla Pubblicazione “Protezione Civile in famiglia
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